Gioielli parlanti
Gioiello che silenziosamente simboleggia, comunica, adorna.
Gioiello che traduce l’anima della gente: di anello in anello, di collana in bracciale possiamo percorrere il cammino di un popolo nella Storia.
Gioiello che gioca con i corpi e la luce, vibrazioni nell’aria intorno a chi lo indossa.”
Fin dall’antichità presso le popolazioni e le culture più diverse il gioiello ha rappresentato valori e simbologie ben precise: segno di alleanza, d’identità o di potere, soprattutto di valore ornamentale, il gioiello è lo specchio della vita. In oro o in argento, dalle forme più disparate, lavorati con le tecniche più complesse e diverse, i gioielli hanno da sempre avuto la capacità di tradurre l’anima di un popolo, di esprimere scelte culturali e sociali ben precise. Nell’antichità, alle origini dell’ arte dell’oreficeria, si indicava l’artigiano orafo come “Auri Faber”, ossia “fabbro dell’oro”, colui che con le mani e con l’aiuto del fuoco e di alcuni semplici utensili plasmava questo metallo prezioso.
La produzione Berbera, in prevalenza realizzata in argento - metallo associato alla luna, oggetto di venerazione - , si caratterizza da motivi geometrici, realizzati in filigrana o con incisione, non privi di significati simbolici. Ricorre la spirale, segno dell’evoluzione e dello svolgersi della vita; motivi a zig zag che rimandano al percorso delle carovane nel deserto o a stilizzazioni di tende e tappeti, soprattutto in gioielli femminili, come simbolo della donna protettrice della “casa”. Non essendo possibile in questa sede esaurire la complessità e i molteplici aspetti degli argomenti finora accennati, mi limiterò a illustrare alcuni passaggi fondamentali di natura pratica della lavorazione orafa artigianale.







