Cucina marocchina, l'unica a Firenze, atmosfera orientale, comode sedute tra cuscini e candele, il blu di Marrakech e il bianco di Chouen, gli intensi colori dell'artigianato... un viaggio dei 5 sensi alla scoperta del Marocco.
" un vero e proprio universo, un viaggio senza valigia alla scoperta di colori, odori e sapori..." da Reporter 13/05/11
"entrare a derb è come mettere piede in un'oasi ... di Marocco" da il Corriere Fiorentino 4/12/10
DERB
Derb, che significa VIA o QUARTIERE - luogo dunque di passaggio ma anche di incontro e scambio, un cammino, un itinerario - è un progetto che nasce dall’idea di realizzare uno spazio polivalente in cui poter svolgere attività lavorative tradizionali proposte con modalità innovative a carattere interdisciplinare e interculturale.
La mia esperienza lavorativa in Francia e in Marocco ha portato alla nascita di tale progetto, fatto di commistioni tra quella che è la mia formazione italiana e fiorentina con gli spunti che ho potuto cogliere in questi paesi. Il progetto prevede la creazione di un ambiente in cui il laboratorio orafo e l’atelier di couture si affiancano, seguendo come linea guida il lavoro manuale, ad una scelta di artigianato marocchino, uno spazio espositivo e un nucleo-libreria con caffetteria. Questo ambiente propone dunque un tradizionale laboratorio artigiano ispirato a quelle che erano le caratteristiche tipiche della bottega fiorentina, intesa come luogo di lavoro ma anche di dialogo e di incontro. La commistione tra lo spazio artigianale-di vendita e la caffetteria vuole proporre in chiave moderna questa caratteristica tradizionale della bottega attraverso strumenti di diversa natura: libri, wi-fi area, esposizioni temporanee, proiezioni di immagini e dibattiti come stimolo all’incontro e allo scambio di culture e saperi diversi. Artigianato e vendita intesi, dunque, non come semplice attività commerciale, ma come momento di conoscenza e socialità. Il laboratorio, ispirandosi alla tradizione delle botteghe fiorentine, si propone non solo come luogo di produzione solitaria ma come spazio di incontro, formazione e convivialità. La vendita di prodotti artigianali maghrebini mira anche a farne conoscere l’ambiente d’origine, il pregio intrinseco, le tecniche di lavorazione e il linguaggio artistico.
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L’arganier, albero di antichissima tradizione, cresce e dona i suoi frutti provvidenziali in una sola regione al mondo, quella del Sous, a sud ovest del Marocco. Ben ancorato al suolo, impedisce, grazie alle sue radici, l’erosione e la desertificazione, adattandosi perfettamente al clima arido di questa regione. Un albero rustico e resistente, essenziale per la vita economica della regione e dei suoi abitanti. Un paesaggio rude e arido, di sabbia e vento, una popolazione accogliente e disponibile che da decenni, con gesti rituali, continua a produrre “l’oro liquido”.
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Hammam e Sapone Nero, l'arte di vivere, tra piacere, benessere e sensualità
Antico rito orientale di bellezza e purificazione, l’hammam o bagno turco, a origini che si perdono nelle tradizioni del Mediterraneo e dell’area mediorientale, in particolare Turcia, Tunisia e Marocco.
“La tua città non sarà veramente tale finchè non ci sarà un hammam” (494 notte di Schéhérazade, Le Mille e una Notte).
Stanchi? Stressati? Offritevi una parentesi in un mondo lontano dai rumori e dalla realtà, un mondo ovattato dai sentori dell’Argan, dei petali di rosa e del sapone nero. Niente può regalarvi una pelle di nuovo fresca e rigenerata, allontanarvi dallo stress e dalle contrarietà della vita quotidiana, aiutarvi ad espellere le tossine dall’organismo, come una mezz’ora in un ambiente caldo e umido dove la fatica si dissolve e il corpo si tonifica e si rilassa.
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COLLANE, BRACCIALI, CINTURE e tanto altro… Colori vivi e pieni di luce,una luce particolare, dalla brillantezza unica, quella del filo di seta. Una antica tradizione femminile, tramandata di madre in figlia, nei riad della Medina di Marrakech, nascoste da occhi indiscreti, le donne utilizzano il filo di seta per creare collane, bracciali e altri monili e accessori. Pezzi unici, eseguiti interamente a mano, dalle forme e dai colori che ricordano le spezie, i fiori e le erbe, la frutta.
Dalla cottura della semola, rigorosamente a vapore secondo tradizione, alla scelta degli abbinamenti di carni e verdure, la preparazione del cous cous nella cucina del derb, spazia tra tradizione e sperimentazione: cous cous vegetariano di 6 verdure, cous cous royal di manzo o di agnello fino a piatti fusion in cui lo chef aggiunge tocchi di innovazione a ricette tradizionali con l’uso di frutta e verdura di stagione o particolari conserve da noi preparate.
“Pensare che il cous cous resti confinato in cucina e in spazi chiusi vorrebbe dire non conoscere questo viaggiatore che, come un pellegrino, percorre il Maghreb superando le frontiere. Non ha importanza se assume colori diversi ce vanno dal rosso al bianco al giallo zafferano o se ha caratteristiche rurali, cittadine, montanare o di mare. La dimensione spirituale del rito del cous cous presenta alcuni aspetti che evocano persino la preghiera, facendo incontrare sacro e profano. Così come la preghiera si può recitare liberamente in qualsiasi luogo e si preoccupa solo della purificazione e dell’osservanza di alcune regole precise, allo stesso modo il cous cous può essere preparato all’aria aperta, in un campo in occasione delle nozze, per un ritrovo famigliare, oppure in casa: è un atto di socialità.”
Hadjira Mouhoub, Le avventure del cous cous, guido Tommasi Editore.
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